Rifugi per un tempo sospeso

RIFUGI PER UN TEMPO SOSPESO
Taccuino di vita e d’altura
di Marianna Corona

Trentuno racconti in cui presento la montagna, luogo in cui vivo e lavoro, nella quotidianità di spazi salvifici, dove c’è tempo per riflessioni, osservazioni, per stare a contatto con la Natura e vivere lentamente. Ho voluto soffermarmi su un territorio forte e fragile come lo è l’essere umano. Le parole, messe in primo piano, disegnano le tessere di un mosaico intrecciato, onesto e diretto attraverso lo sguardo del mio vissuto personale.

*con illustrazioni di Giulia Borsi

Decido di fermarmi ancora un po’.
Apro il thermos.
Il vapore mi appanna gli occhiali.
Un sorso e tutto resta sospeso.
Un momento piccolo e di poco conto.
Ma per me significa molto.
È uno di quegli attimi sfuggenti e
microscopici che si nutrono di semplicità.
Ho capito il loro valore solo quando ho
rischiato di perderli definitivamente.
Non riguardano imprese straordinarie
ma sottendono la libertà del poterli vivere
ancora una volta”.

“I ruderi di una vecchia stalla designano l’arrivo. Lo
scheletro della struttura assomiglia a una costruzione di ossa. I
legnami hanno preso la fisionomia degli anni, sono grigi, rigidi,
instabili”.

“Vivere in un luogo per molto tempo, intendo anni,
permette di sorprendersi più di una volta. Chi ha la
fortuna di avere vicino i boschi, i prati e la Natura
può realmente conservare la capacità di stupirsi con piglio immediato
per un nonnulla, quando quel nonnulla nasconde l’universo.
Ho capito cosa significa nel profondo essere stanziali grazie a
una pandemia mondiale che mi ha permesso di ridurre drasticamente
il raggio di azione”.

IN LIBRERIA OPPURE ONLINE