Spostamenti e lavoro a distanza. Dall’overdose al rigetto: come il lavoro a distanza cambia il rapporto tra tempo e spostamenti e 5 strumenti indispensabili.

Ho sempre pensato ai device come strumenti utili, da rivoluzione, in diversi campi, da quello socio-economico allo svago. L’upgrade tecnologico che ci avrebbe reso la vita, leggermente, più comoda. Mi ricordo ancora quando è arrivata l’ADSL nel piccolo paese di montagna in cui abito. L’internet veloce, il collegamento che nelle aree “disagiate” (così le definisce il sistema stradale) avrebbe cambiato tutto. Ma tutto cosa? Per chi vive in montagna il tempo è prezioso, è organizzazione pura, è anticipare le rotture di scatole. Gli spostamenti, come i passi sui sentieri, devono essere funzionali e soprattutto aggregare più di un impegno.
Poi è arrivato Eolo e infine, anche se ancora arranca, l’impianto con la fibra. Tim invece sempre presente, prima con una connessione debole e ora perfino con il suo 4G. Poi la pandemia, il lockdown, l’appendersi in modo spasmodico alle connessioni. All’epoca sembrava che ogni cosa potesse avere la sua versione online. Ed è in quel periodo che molte persone si sono accorte del rapporto tra tempo e spostamenti. Di quello che significasse gestire il proprio tempo, organizzarsi, gestire spazi, riunioni, lavoro e vita. Certo la vita, che nonostante il periodo difficile, doveva continuare. Infine il rigetto. Proprio come capita dopo un’indigestione. Troppo è stato l’online così fatto male, improvvisato, imposto. Ora si preferisce allontanarlo, non nominarlo più nemmeno. Articoli e dibattiti infiniti su pro e contro. Sentenze e limiti. E di nuovo regole e burocrazie a frenare uno strumento che realmente, se strutturato con consapevolezza e ideazione, può invece fare la differenza, agevolare e addirittura potenziale la sfera imprenditoriale e aziendale. Ma anche aiutare nella quotidianità.

Abitando in montagna in effetti anche io ho un rapporto abbastanza conflittuale con gli spostamenti, seppur il luogo in cui abito non sia eccessivamente lontano dalle vie di comunicazione. Tendo ad accumulare cose da fare per concentrarle in un unico spostamento. Idealizzo i corrieri espressi che effettivamente mi danno una grossa mano a gestire alcuni acquisti ma soprattutto posso lavoro online.

La prima grossa criticità di questa modalità di lavorare è senz’altro l’uso massiccio di schermi tra pc, smartphone e tablet. Però negli anni ho imparato anche a capire molto di come vada strutturato un lavoro di questo tipo. Per me significa ad esempio lavorare di più rispetto a prima, scegliermi però ad esempio gli orari e incastrare altri impegni in presenza. Significa anche soprattutto essere più produttiva e concentrata. Ma questo dipende senz’altro dalla mia indole. Non per tutti è così.

Se dovessi stilare una top five di 5 strumenti evergreen e indispensabili per lavorare a distanza sicuramente prima di tutto c’è la connessione che deve essere stabile e permettere di lavorare in modo ottimale. Le nuove tecnologie sono utili e rivoluzionarie ma solamente se funzionano bene altrimenti diventano degli incubi. Se solo penso a un Pc che fa fatica ad accendersi e ad aprire il file mi vengono i brividi. Non si può lavorare a distanza senza l’attrezzatura adatta e una connessione al top (che poi sia più o meno sensibile agli eventi atmosferici è un altro discorso).

Al secondo posto Google Calendar (insieme alla sveglia), sembra una cosa ovvia ma è lo strumento che uso maggiormente. Ormai ho inventato un alfabeto di simboli e sigle per gestire al meglio ogni appuntamento e cosa da fare.

Al terzo posto un buon programma di streaming per eventuali riunioni, ma anche lezioni online, webinar, registrazioni e feedback. Ce ne sono diversi, alcuni gratuiti e molto basici altri molto ricci e anche complessi.

Al quarto posto la stampante (con scanner e fotocopiatrice annessi). Imprescindibile almeno per me. La lettura a schermo non ha la stessa efficacia di una lettura su carta. Io lavorando moltissimo con la scrittura ho bisogno di vedere alcuni testi stampati (soprattutto le bozze dei libri) per trovare refusi, per gestire le correzioni e per capire se la struttura sta in piedi. Ma la stampante serve anche per creare un archivio cartaceo dei documenti importanti, per snellire alcuni grattacapi e per avere un ufficio funzionale.

Al quinto posto un sistema di backup efficace per i dati. Può essere un sistema di hard disk esterni ma anche un cloud o entrambi. Le copie dei nostri file vanno fatte, conservate e aggiornate.

Remote Working: alcuni oggetti utili e le mie penne preferite

Ho sempre avuto il pallino dello Smart Working, che ora viene chiamato Remote Working. Mi incuriosiva la possibilità di non essere vincolata ad un luogo fisico fisso di lavoro. Questo, nella mia testa, era simbolo non tanto di libertà, ma di autogestione, di autonomia e di indipendenza. Concetti che fin da giovanissima erano i punti fermi a cui auspicavo. Le nuove tecnologie, con le loro innovative potenzialità, che si affacciavano sul mondo agli inizi degli anni 2000 mi hanno portata a scegliere un corso di studi proprio legato a questo ambito. E in quello stesso ambito ho sviluppato poi la mia sfera lavorativa.

Non sto sottolineando che sia idilliaco il Remote Working in ogni aspetto. Presenta delle criticità e degli spettri oggettivi. Ma con l’arrivo della pandemia ho potuto sperimentarlo a 360° e posso affermare, adesso con consapevolezza, che è una modalità di lavoro per me ottimale e in cui mi trovo particolarmente a mio agio.

Analizzerò i vari aspetti del Remote Working in altri articoli a lui dedicati. Adesso mi soffermerò a raccontarti alcuni dei prodotti che hanno svoltato la mia vita lavorativa dal 2020 in poi, quando una pandemia ci ha costretti a ridimensionare ogni cosa e sfruttare le risorse dell’online.

Cavo Ethernet è un cavo molto potente per la connessione internet di rete. È molto lungo e questo mi permette di collegarlo senza vincolare il dispositivo in un unico punto.

Adattatore Ethernet è l’adattatore per collegare il cavo di rete con un dispositivo che abbia solo la porta USB.

Treppiede agile questo treppiede, molto leggero e agile, è utilizzabile sia per Tablet che per Smartphone. Utile e versatile, si adatta a diverse occasioni. Lo utilizzo anche in esterno.

Cassa Bluetooth Portatile questa l’ho presa solo recentemente. Ma per le mie lezioni di yoga è davvero formidabile mi permette di amplificare le musiche di accompagnamento di sottofondo e rendere l’esperienza per le mie allieve, e i miei allievi, ancora più avvolgente.

Pentel Energel infine non hanno molto di tecnologico, ma sono le mie penne preferite. Scorrevoli, a gel e molto morbide. Semplicemente le adoro! Perché, va bene la tecnologia, ma nulla mi rende più felice dello scrivere frasi e parole su un foglio di carta.

🙂

Spero di esserti stata utile.

Namasté